Chi siamo

Project Malawi è un programma nato nel 2005 per iniziativa di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo con lo scopo di contribuire nel lungo periodo al rilancio economico e sociale di uno dei 15 Paesi più poveri del mondo e maggiormente colpiti dall’epidemia di AIDS, in cui l'aspettativa media di vita è tra le più basse di tutta l'Africa, il 15% della popolazione è sieropositiva e 11 bambini su 100 nascono contagiati.

Project Malawi si basa sulla collaborazione tra grandi ONG operanti nel Paese e il Governo locale, come chiave per un processo sostenibile e durevole. L’obiettivo è creare una barriera all’AIDS partendo dalla prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio e affiancare all’azione sanitaria l’intervento integrato dei partner operativi del progetto nelle rispettive aree di competenza: nutrizione, assistenza agli orfani, prevenzione, sviluppo locale.

I protagonisti di Project Malawi:

  • la Comunità di Sant'Egidio impegnata nella cura delle persone affette dal virus, in particolare nella prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio
     
  • Save the Children che assiste i bambini vulnerabili e gli orfani per AIDS, attraverso la sensibilizzazione delle comunità locali, la creazione di centri di assistenza e la formazione di operatori sociali
     
  • le Associazioni Scoutistiche del Malawi, 51.000 ragazzi impegnati nella prevenzione della trasmissione del virus HIV e nell' informazione ed educazione sanitaria presso le scuole e i villaggi
     
  • CISP a cui sono affidate le attività di microfinanza e di stimolo allo sviluppo locale
     
  • Il Dipartimento per la Nutrizione, HIV e AIDS del Governo del Malawi, responsabile della diffusione di corrette informazioni nutrizionali tra la popolazione locale

 

Grazie a un accordo di collaborazione con la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Pediatria (SIP), Project Malawi ha potuto estendere il suo raggio d'azione in favore dell'infanzia, con un intervento mirato alla formazione di medici in ambito neonatale e pediatrico.

L'obiettivo è quello di aumentare le risorse sanitarie di un Paese in cui la mortalità nel primo mese di vita supera il 5% (una percentuale dieci volte superiore a quanto si registra in Europa) e il rapporto medici/popolazione è di 1/94.000, il più basso al mondo.



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